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Conterò fino a dieci.

Spesso le parole si perdono in mezzo al rumore. Ti distrai e loro sono già passate.
Come parlare linguaggi diversi.
Come perdersi a guardare il cielo invece che la strada.
Come vetri rotti sui marciapiedi. Calpestati da passi distratti o schivati con ragionata saggezza.
Qualcuno presto o tardi si taglierà.

Com'era facile amare a quindic'anni.
Senza paura buttarsi su un treno e partire. Senza biglietto ne destinazione.
Fuori il mondo correva veloce e tu da lì dentro lo guardavi sognante e speranzoso.
Tu-tun tu-tun, tu-tun tu-tun faceva... Come il battito del cuore.

Non capisco cosa abbia da abbaiare tutto il giorno il mio cane. Forse è innamorato.
Questo è un gioco pericoloso ma lui non lo sa.
Ha l'istinto a guidarlo e denti affilati.
Credo che un giorno non gli basterà più il suo osso e se ne andrà.

Mi chiedo alla fine cosa resta.
Se valga la pena di aspettare in silenzio o mettersi a urlare per farsi sentire.
Forse dall'alto la situazione è più chiara. Forse solo troppo distante.

Conterò fino a dieci. So già che non servirà.

Il fumo svanisce.
La cenere si disperde.

Pubblicato il 5/3/2008 alle 5.56 nella rubrica Diario.

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